Come si forma il prezzo dell’energia elettrica e perché conta il meccanismo delle aste

Il prezzo dell’energia elettrica che vediamo in bolletta non nasce in modo casuale, ma è il risultato di un sistema organizzato che cerca ogni giorno di far coincidere domanda e offerta di elettricità. Anche se il funzionamento può sembrare complesso, il principio di base è simile a quello di un mercato qualunque, dove chi vende e chi compra si incontrano e stabiliscono un prezzo.
Ogni giorno i produttori di energia comunicano quanta elettricità sono in grado di fornire e a quale prezzo. Alcuni utilizzano centrali a gas, altri producono da fonti rinnovabili come sole, vento o acqua, altri ancora da impianti tradizionali. Allo stesso tempo viene stimata la domanda complessiva di energia, cioè quanta elettricità servirà nelle diverse ore della giornata successiva per abitazioni, aziende, servizi e infrastrutture. Questo incontro tra quantità disponibili e fabbisogno avviene attraverso le cosiddette aste del giorno prima.
Il meccanismo dell’asta funziona in modo progressivo. Le offerte dei produttori vengono ordinate partendo da quelle più economiche fino ad arrivare a quelle più costose. Si inizia ad accettare l’energia dai produttori che chiedono meno, poi via via si sale di prezzo finché non si raggiunge la quantità totale necessaria a coprire la domanda prevista. Il prezzo pagato a tutta l’energia scambiata in quel periodo non è quello di ogni singola offerta, ma quello dell’ultima centrale entrata in gioco, cioè la più costosa necessaria per soddisfare la domanda. Questo è il motivo per cui anche l’energia prodotta a basso costo viene pagata al prezzo finale stabilito dal mercato.
Un aspetto importante da capire è che l’elettricità non si accumula facilmente. Deve essere prodotta esattamente nel momento in cui viene consumata, altrimenti la rete va in squilibrio. Per questo il sistema delle aste è così centrale: serve a programmare con anticipo la produzione e a garantire che, in ogni momento, ci sia abbastanza energia disponibile. Quando la domanda è alta, ad esempio nelle ore serali o nei periodi di freddo e caldo intenso, entrano in funzione anche gli impianti più costosi, facendo salire il prezzo. Quando invece la domanda è bassa o c’è molta produzione rinnovabile, il prezzo tende a scendere.
Negli ultimi anni il sistema è diventato più articolato per tenere conto delle fonti rinnovabili, che sono meno prevedibili rispetto alle centrali tradizionali. Per adattarsi meglio a queste variazioni, il mercato è stato suddiviso in intervalli temporali sempre più brevi, così da seguire con maggiore precisione i cambiamenti nella produzione e nei consumi. Questo rende il prezzo più “reattivo”, ma anche più sensibile a piccole variazioni di domanda o offerta.
Per il consumatore finale, tutto questo si traduce in un prezzo dell’energia che può cambiare nel tempo anche rapidamente, senza che ci sia sempre una causa evidente come l’aumento del gas o di altre materie prime. Un consiglio pratico è quello di considerare che il prezzo non dipende da un solo fattore, ma da un equilibrio complesso. Capire almeno a grandi linee come funziona il meccanismo delle aste aiuta a leggere meglio le notizie sul mercato energetico e a interpretare con maggiore consapevolezza le variazioni in bolletta.
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