attendere prego...

Tra l'accusa e la difesa vince la difesa

Può capitare nella propria vita professionale e commerciale di ricevere una recensione negativa da parte di un cliente, scritta su uno dei tanti mezzi digitali presenti sul web. La regola è una sola: rispondere alle osservazioni fatte con un atteggiamento controllato e rispettoso verso chi commenta, facendo valere le proprie ragioni con garbo e distacco.

Nel 99% dei casi chi ha inserito la recensione negativa non è disposto a cambiarla, quindi non deve essere l’oggetto della nostra attenzione

Questo perché la nostra risposta verrà sicuramente letta da tutti quelli che leggeranno la recensione negativa, ed è di queste persone che ci dobbiamo preoccupare, non di chi ci ha recensito negativamente (anche in modo sgarbato a volte!). Nel 99% dei casi chi ha inserito la recensione negativa non è disposto a cambiarla, quindi non deve essere l’oggetto della nostra attenzione. Inoltre se ci concentriamo sui futuri lettori sarà più facile per noi mantenere il controllo! Qualcuno propone di “tamponare” l’accaduto con eventuali buoni sconto ed incentivi a ritornare. Noi non siamo molto d'accordo con questa politica per tanti motivi che ora sarebbe lungo analizzare. Certo è che se c’è stato un reale errore da parte nostra (che viene da noi ammesso nella risposta), un incentivo per farsi perdonare non è da escludere.

Concludiamo con un piccolo suggerimento. Nella risposta possiamo concentrarci su aspetti della critica che oggettivamente possono essere accettabili per i possibili lettori (futuri clienti). Ad esempio se in un ristorante serviamo una portata per un’altra è difficile potersi difendere ma se il nostro cliente lamenta che col piatto del pesce non gli abbiamo portato neanche il formaggio la cosa cambia molto, non vi pare? Come in un processo la giusta difesa potrà ribaltare le sorti dell'imputato, quindi cerchiamo di farla bene.

I fondamenti del SEO

Per consentire a Google di indicizzare correttamente le nostre pagine web, ci sono poche ma importanti regole da seguire. Partiamo dal nome del dominio (quello che comincia per www…). Per essere meglio indicizzati, e quindi trovati su internet, è preferibile che nel nome sia contenuta almeno una delle parole chiave del business (purchè sia comprensibile ed accettabile!). Ad esempio se vendo materassi un nome possibile potrebbe essere www.ilmiomaterasso.it. La presenza della parola chiave “materasso” favorirà la ricerca del tuo sito.

Come passo successivo è necessario inserire il titolo delle pagine conforme ai contenuti interni alla pagina, consentendo così a Google di trovare corrispondenza tra il titolo della pagina ed i suoi contenuti. E’ consigliabile richiamare il titolo all’interno del testo della pagina. Se il nostro titolo recita: “il materasso comodo ed ortopedico” all’interno della pagina è opportuno scrivere qualcosa come: “La scelta di un materasso comodo o se necessario ortopedico consente di dormire...”.

La coerenza tra titolo, descrizione e contenuto della pagina è fondamentale!

Un’altro elemento fondamentale per l’indicizzazione è la descrizione della pagina ovvero il testo che ci compare quando visualizziamo le nostre pagine su Google mentre effettuiamo la ricerca. Questa descrizione deve essere sintetica e, anche questa volta, con parole chiave contenute nella pagina corrispondente. Questo perché la coerenza tra titolo, descrizione della pagina e testo contenuto è ritenuta fondamentale dal motore di ricerca per l’indicizzazione di pagine di qualità.

Completiamo questo articolo sui fondamenti del SEO accennando ai titoli contenuti nella nostra pagina. E’ preferibile che ogni pagina contenga una struttura espositiva che cominci con un titolo (ed eventualmente un sottotitolo). Ad esempio per il titolo potremmo usare: “Come scegliere un materasso” e come sottotitolo: “Quando il memory non fa bene alla salute”. I titoli interni e i sottotitoli entrano a far parte del discorso che abbiamo fatto prima, rafforzando ulteriormente la presenza delle tue pagine nei risultati del motore Google.

La sicurezza delle password

Oggi siamo abituati ad inserire password per attivare le app, nei form di registrazione dei siti, per accedere ai servizi personalizzati, ecc. Quasi tutti hanno tre o quattro password da utilizzare per effettuare queste operazione, ed in genere sono più che sufficienti per garantire la sicurezza personale. Uno dei consigli più semplici è quello di utilizzare una sola password per i servizi più importanti ed utilizzare le restanti per tutti gli altri. Questo perché nel caso venisse scoperta la nostra password, se la stessa non viene usata per i servizi essenziali non potrà danneggiarci gravemente.

Per ridurre ulteriormente il problema della "fuga delle password" non c’è altro modo che cambiare periodicamente la password dei siti e delle App che riteniamo fondamentali.

E’ consigliabile quindi usare una password per accedere ai servizi Google o per quelli bancari (magari la stessa la utilizzo per accedere alla posta elettronica) ma utilizzerò le restanti per tutti gli altri siti a cui ho accesso frequentemente. Ovviamente Google potrà avere un facile controllo sulle nostre registrazioni perchè sa esattamente (anche contro la nostra volontà) quali sono i siti che visitiamo e ci logghiamo, le app installate sui nostri smartphone Android, ecc.

E’ piuttosto facile per il personale che ha accesso alle password, intercettarle ed utilizzarle a nostra insaputa in tutti quei siti e servizi sopra citati. Per ridurre ulteriormente il problema della “fuga delle password” non c’è altro modo che cambiare periodicamente la password dei siti e delle App che riteniamo fondamentali.

A differenza di quanto avviene con la pubblicità canonica via radio, TV e giornali, i cui parametri si basano su autorità certificate di terze parti, comprare pubblicità su Facebook, Instagram e altri canali affini è spesso come fare un acquisto a scatola chiusa, affidandosi alla popolarità del social network.

estratto da HDblog.it